Mano-scrivere


Un’amica speciale mi ha fatto un regalo.
Non me lo ha comprato, scelto, cercato… me lo ha proprio “fatto”, confezionato.
Un vasetto con i fiori composti da perline colorate e un bigliettino, tridimensionale.
Ovviamente ciò che mi aveva scritto era vergato rigorosamente a mano.
Guardo questi oggetti, leggo le sue parole.
La immagino mentre sceglie le perline giuste, del colore più adatto.
Immagino la cura con cui le ha pazientemente infilate (chissà, magari seminandone qualche centinaio in giro per casa...)
La immagino mentre seleziona i cartoncini, mentre li ritaglia, mentre scrive parole che, per chi si conosce profondamente , hanno un triplice significato : quello prettamente letterale, quello del legame più sorprendente che possa esistere fra due persone “la complicità”, e, dulcis in fundo, quello grafologico.
Riaffiora alla mia mente una frase dell’unico libro che conosco quasi a memoria : "E' il tempo che hai dedicato alla tua rosa che l'ha resa diversa da tutte le altre..." e pensando al tempo che lei mi ha dedicato, mi sento una rosa speciale.

Io che ultimamente uso il computer anche per far da mangiare, io, la grafologa ad oltranza, avevo dimenticato quanto fosse importante mano-scrivere, quanto fosse dolce la sensazione di impugnare la penna, appoggiarla sul foglio e poi premendo, chi più chi meno, guardare il dolce dipanarsi del filo grafico sulla superficie.
Certo spedire una lettera costa e non abbiano certezze sui tempi di consegna (le pannocchie che cadono dal cielo non possono rassicurarci in questo senso), una email invece non costa nulla e i tempi si contano in centesimi di secondo.
Ma il rito della lettera manoscritta, implica il ritorno alla "non-velocità", la riscoperta dell'attesa. Non più rapidità, ma lentezza. Assaporare i giorni dell' attesa, aprire la nostra cassetta della posta con curiosità e poi, con il medesimo stupore dei bambini ( si, proprio quelli che fanno "OOOOOOHHHH" !!!! ?), trovare una lettera, anziché i soliti annunci pubblicitari … o le bollette da pagare.
Ecco, ora è fra le nostre mani, ora possiamo aprire la busta.
Anche questo è un rito, che per ognuno di noi è particolare: c'è chi straccia velocemente la busta, chi la apre con la stessa lentezza con cui il giocatore guarda le carte da poker, chi taglia la cima, chi ancora usa il tagliacarte...
“I riti, …….” !

Non vi sto invitando ad abbandonare il computer, altrimenti come potrebbe continuare ad esistere questo sito ?
Penso semplicemente che se c'è un tempo per ogni cosa, c'è anche un modo per ogni comunicazione.
Niente vieta che le diverse tipologie di comunicazione convivano, come niente vieta che si possa riscoprire il rapimento dello scrivere a mano. Per i più svariati motivi si possono preferire le email, i blog, i forum, le chat, gli sms.
Mai come in questo ambito si può dire che il giusto sta nel "mezzo".
Se si deve comunicare il nuovo indirizzo alla propria banca, ben venga la corrispondenza elettronica, mentre se si desidera urlare qualcosa al mondo si dovrà scegliere un blog.
Ma se dobbiamo scrivere una lettera, l'invito è : ricominciamo a scrivere con carta e penna ( vi assicuro che non vendo penne e che la foresta amazzonica non sparirà per qualche lettera in più, sono ben altri gli sprechi).
Riscopriamo la "nostra" calligrafia ( kállos 'bellezza' e gráphein 'scrivere' ),

facciamo sentire speciali tutte le rose, ma anche i carciofi, che conosciamo.



 
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Ultima modifica : 30/09/2012
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